venerdì 12 agosto 2016

FRANCIA / Musulmani fondamentalisti e costumi da bagno





A RIGOR DI LOGICA
di Iole Natoli
Se le donne musulmane devono andare al mare con il burkini (link) - e com’è che non le hanno provviste di scarpe galleggianti, per evitare che mostrino peccaminosamente i loro piedi? - allora i loro uomini non dovrebbero andare in spiaggia completamente. (Continua)

sabato 21 novembre 2015

PorcaPuttanaEvaEtSimilia / Lettera aperta a Maurizio Crozza





Caro Maurizio Crozza,
le sue performance sono sempre piacevoli o quasi. Sono brillanti, con qualche punta di opacità. Sono intriganti, salvo qualche banalità ricorrente. Sono un esempio di ésprit de finesse, tranne qualche voluta volgarità.
No, non cerchi molto lontano per capire. Partiamo dalla sua “Verità sul terrorismo” (=>), in cui affronta un tema scottante con acume e sottile ironia, senza sapere o senza voler astenersi dal condire i suoi giustificatissimi strali con un linguaggio di stampo machista.
Ritiene che intercalare un “Porca Eva” ad un “Porca puttana” ogni tre o al massimo quattro secondi le garantisca che le menti si sveglino e comprendano meglio i suoi concetti?
Forse le serve come campanello d’allarme per chi magari si perde e non applaude? Ehi, ragazzi, sto dicendo qualcosa di grosso, sta arrivando il segnale: Porca Eva! Preparate le mani e giù gli applausi.
No, Maurizio, mi permetta di chiamarla così. Lei è troppo intelligente per svilirsi sistematicamente in tal modo. Di conseguenza, per favore si interroghi. A che le serve questo richiamo sessuale? Dopo essersi dato una risposta, passi in fretta a una seconda domanda: perché di mira prende soltanto la donna?
Le suggerisco perciò di implementare sistemi di coinvolgimento emotivo meno “grassi” e più affini alla sua sensibilità intellettuale. E se proprio dal richiamo del sesso Lei, come tanti pubblicitari di massa, non sa esimersi, cambi almeno bersaglio qualche volta! Al posto di “Porca puttana Eva”, gridi al suo pubblico un “Porco Adamo magnaccia!”.
Non è un fatto di parità solamente - sì, lo ammetto, per la parità ho proprio un debole - è, mi creda, una questione di logica. Se le interessa svelare l’incoerenza, se vuole che si capisca che il potere ha creato fosse comuni umane a catena, non lo faccia con insulti alle donne, anche perché quasi sempre fino ad oggi il potere è stato nelle avide mani di Adamo… e non in quelle caste o lussuriose di Eva.
Con i miei migliori saluti,

sabato 4 aprile 2015

L’Âge mûr nié / L'amara vita di Camille Claudel al Teatro Parenti di Milano

MILANO, 10 - 14 marzo 2015 - Teatro Franco ParentiSala Treno Blu - via Pier Lombardo 14

L’Âge mûr nié
di Maddalena Mazzocut-Mis

Regia: Paolo Bignamini
Scene: Francesca Barattini
Aiuto regia: Francesca Barattini
Shantala Faccinetto
Consulenza drammaturgica:
Chiara Pasetti
Con Federica D'Angelo

Foto di Ilaria Triolo


sabato 24 maggio 2014

DOCUMENTARIO sui Moso / Dove il femminicidio non esiste e la parola stessa è intraducibile


Nu Guo. Nel Nome della Madre
A Milano, documentario di Francesca Rosati Freeman e Pio D’Emilia su una comunità matriarcale della Cina
di Iole Natoli


Il film è stato realizzato dalla Dharma Productions (Tokyo). A Milano sarà al cinema Palestrina (Via Palestrina 7) mercoledì 28 Maggio e mercoledì 4 giugno, alle ore 17:00, 18:30, 19:45 e 21:00.

martedì 20 maggio 2014

Il TEATRO di Emma Dante / Nel regno della luce e delle ombre vivono LE SORELLE MACALUSO


Andato in scena dal 6 al 18 Maggio 2014 al Piccolo Teatro Grassi di Milano
Le sorelle Macaluso
Testo e regia di Emma Dante

Se la vita non cancella le ombre
di Iole Natoli
Scrive Emma Dante: «Tutto si ispira al piccolo racconto che mi fece una volta un amico. Sua nonna, nel delirio della malattia, una notte chiamò la figlia urlando. La figlia corse al suo letto e la madre le chiese: «in definitiva io sugnu viva o morta?» La figlia rispose: «viva! Sei viva mamma!» E la madre beffarda: «see viva! Avi ca sugnu morta e ‘un mi dicìti niente p’un fàrimi scantàri» (sììì viva... Io sono morta da un pezzo e voi non me lo dite per non spaventarmi)».
Una scheggia di vita vissuta intorno a cui la regista ha costruito una storia non soltanto movimentata - come sono sempre le sue - ma intessuta di trasmigrazioni continue tra il mondo dei vivi e quello dei morti, dove il limite spesso si perde e l’acme poetico sboccia nella scena finale, con una sorella che indossa un aereo tutù - sogno dell’intera sua vita - per consegnarsi, al contrario, alla morte.
Qualche perplessità suscita la definizione con cui viene presentata la trama, perché una “storia matriarcale” a dire il vero questa pièce non è. Non basta la presenza di sette sorelle conviventi e di una madre morta da anni ma presente nella memoria familiare, per affibbiare tale etichetta a quel nucleo. Non si ha a che fare con una vera struttura matriarcale, nella quale sono presenti diverse generazioni di donne mentre la paternità è assente. Qui, come in una qualsiasi famiglia nucleare, c’è un padre che dovrebbe, anzi avrebbe dovuto, esercitare un controllo sulle figlie e che ha gestito la sua funzione paterna in modo interamente marginale, sia perché, abbrutito da un infimo lavoro massacrante, non ha avuto molto tempo da dedicare al suo piccolo esercito femminile, sia perché è rimasto sempre legato al fantasma della moglie morta e adorata. E infatti, non soltanto una delle figlie trasferisce su di lui la propria colpa di aver determinato la morte di una sorella, ma egli stesso l’avverte come tale.
Quel che colpisce è l’orizzontalità permanente, il vissuto corale delle sorelle fatto di condivisione totale di sogni, ricordi, illusioni, gioie, asti, colpe; un magma in cui nessun crimine ha sanzione ma diventa una tessera di memoria, che converge nel puzzle collettivo e tiene ancorati alla vita i propri morti.
 Con Serena Barone, Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Italia Carroccio, Davide Celona, Marcella Colaianni, Alessandra Fazzino, Daniela Macaluso, Leonarda Saffi e Stephanie Taillandier.
Luci Cristian Zucaro; armature Gaetano Lo Monaco Celano; organizzazione Daniela Gusmano
Produzione Teatro Stabile di Napoli, Théâtre National - Bruxelles, Festival d'Avignon, Folkteatern - Göteborg in collaborazione con Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale 

Milano, 20 Maggio 2014
­© Iole Natoli

domenica 16 marzo 2014

IL PARADISO INCONTAMINATO DI TARZAN nel film d'animazione di Reinhard Klooss

Una produzione della Constantin Film  - In associazione con Ambient Entertainment
Dal 6 Marzo 2014 nelle sale
Dai romanzi di
Edgar Rice Burroughs
TARZAN 
(animazione 3D e 2D)
Sceneggiatura e Regia di
Reinhard Klooss
Con  la partecipazione di
Kellan Lutz, Spencer Locke,
Anton Zetterholm, Les Bubb, Trevor St. John,
Jaime Ray Newman, Mark Deklin, Brian Huskey
Prodotto da
Robert Kulzer, Reinhard Klooss
Produttore esecutivo
Martin Moszkowicz
Distribuzione Medusa - Durata 1, 35’